VITALIZI: TEMPO PERSO, APPROPRIAZIONE INDEBITA E MANCANZA DI CORAGGIO.

Una veduta esterna della Corte Costituzionale, Roma 29 gennaio 2013. ANSA/ALESSANDRO DI MEO
Apprendiamo con soddisfazione la decisione con cui la Corte Costituzionale ha rigettato i rilievi di consiglieri e ex consiglieri relativamente alla limatura dei maxi anticipi riconosciuti loro da una legge regionale del 2012.
E’ una presa di posizione importante perché di fatto chiarisce che la vicenda non riguarda diritti acquisiti ma privilegi auto-riconosciuti da un’intera classe politica.
Stupisce leggere i commenti entusiastici di rappresentanti appartenenti a partiti che non hanno offerto alcun sostegno alla causa e che anzi, oltre ad aver approvato la legge con cui sono stati distribuiti 96 milioni di euro a circa 150 colleghi ed ex, hanno mantenuto il segreto più rigoroso per quasi due anni sul pagamento degli assegni d’oro.
Solo l’avvento del M5S, con un’interrogazione a mia prima firma, Int 11/XV d.d. 21.02.2014 Consiglio regionale ha scoperchiato il pentolone della legge Vergogna 1 (2012), approvata per acclamazione e senza riserve dal Consiglio regionale.
Rimane il rammarico per il tempo perso a causa di politici poco coraggiosi che hanno inutilmente eluso per quasi 5 anni l’applicazione della legge da loro stessi voluta, nella parte relativa ai recuperi forzosi (che avrebbero dovuto partire 90 giorni dopo….).
Rimane il rammarico (reso ancora più aspro dalla novità di oggi) per la misura dei tagli previsti dalla “riforma della riforma” (la legge Vergogna 2, 2014), tagli che, magari con il sostegno (assente) dei partiti che oggi si sbracciano e tentano di appropriarsi di ciò a cui non hanno minimamente contribuito, avrebbero potuti essere ben più incisivi.
Ben venga quindi l’intervento del Governo a trazione 5 Stelle che imporrà ciò che nel 2014 non si è voluto fare, ovvero il ricalcolo degli assegni su base contributiva, in attesa che il lento processo in corso a Bolzano per truffa ai danni della Regione, in cui sono (unica) parte civile in rappresentanza di trentini e altoatesini arrivi alla conclusione.
Di seguito una selezione di interventi sul tema.
E quello da cui tutto partì