VITALIZI E INDENNITA’: “lo diciamo ma facciamo il contrario”

Come ampiamente prevedibile e come insegna Giuseppe Tomasi di Lampedusa per non cambiare nulla è sufficiente dare l’impressione che sia cambiato tutto. Vale da sempre e a tutte le latitudini, dalla Sicilia al Trentino Alto Adige.

Per gli ottimisti quanto avvenuto ieri in I commissione legislativa del Consiglio regionale dovrebbe aver fugato ogni dubbio.
Le notizie politiche sono due.
La prima è che la casta è tornata, motivata più che mai a difendere il proprio feudo da qualsiasi tentativo anche ragionevole di incrinare anche un solo merlo di qualche bastione.
La seconda, della casta sono entrati a far parte a pieno titolo proprio quei partiti che si erano venduti agli elettori come portatori di cambiamento, su tutti la Lega e il Team Koellensperger.
Insieme hanno stoppato un innocuo disegno di legge di Paolo Ghezzi che si proponeva di lasciare ad ogni consigliere la facoltà di devolvere a finalità sociali una quota della propria indennità lorda.
Insieme hanno deciso di chiudere la seduta della commissione proprio prima di iniziare a trattare il nostro disegno di legge in tema di vitalizi. E questo nonostante il presidente del Consiglio regionale avesse dichiarato il 24 maggio di essere pronto a recepire i tagli indicati a livello nazionale.
Lo chiamavamo il #cambianiente ma ormai siamo al #cambiainpeggio: della serie “lo diciamo ma facciamo il contrario”.
Qui  gli articoli dei quotidiani locali dedicati alla vicenda.

Modifiche alla Legge regionale 11 luglio 2014, N.4 interpretazione autentica dell’articolo 10 della Legge regionale 21 settembre 2012, N.6 (trattamento economico e regime previdenziale dei membri del consiglio della regione autonoma Trentino-Alto Adige) e provvediementi conseguenti. Presentato dai Consiglieri regionali Degasperi, Marini e Nicolini.