SVASI: SERVONO REGOLE PER LIMITARE RISCHI AMBIENTALI

Il recente svaso del bacino di Pezzè a Soraga ripropone ciclicamente il grave problema ambientale degli svasi dei bacini artificiali. Col pretesto degli alti costi, i gestori adottano la soluzione più sbrigativa che è quella di sversare a valle i fanghi, nonostante le preoccupazioni e i timori manifestati più volte dagli amministratori locali che si vedono imporre decisioni dall’alto. Gli appelli restano perlopiù inascoltati, come denunciano di recente i sindaci di Predazzo e Ziano, dimostrando la totale mancanza di sensibilità della Provincia verso un territorio ancora memore della devastazione provocata dalla tempesta Vaia. Il sindaco di Ziano, Vanzetta, parla addirittura di “presa in giro”, citando la conferenza che avrebbe dovuto analizzare le molte perplessità riguardo l’impatto ambientale sull’ecosistema dell’Avisio, indetta lo stesso giorno dello svaso! Con lettera d.d. 24 aprile u.s. il Comune di Predazzo ha espresso perplessità al
prolungamento della durata dello svaso da 15 a 22 giorni, ricordando i gravi danni patiti lo scorso anno per lo svaso di Pezzè, menzionando inoltre gli interventi di ripopolamento ittico lungo il corso del torrente Avisio, maggiormente coinvolto dalle operazioni previste, e suffragato da pareri tecnici che hanno costretto l’agenzia provinciale per le risorse idriche e l’energia ad indire una conferenza dei servizi per discutere questi pareri e le criticità emerse. Ora il problema, da Pezzè si è “semplicemente” spostato più a valle nel bacino del Lago di Stramentizzo, che da anni costituisce una vera “bomba ecologica”: l’invaso è in gran parte interrato e contiene fanghi (anche tossici, confluiti nell’Avisio anche per il crollo dei bacini di Stava), che si sono accumulati nel corso degli anni. Svasare sarebbe un crimine ambientale sul tratto di Avisio a valle caratterizzato da un ambiente di elevatissimo pregio naturalistico.
L’interramento del bacino inoltre vanifica la capacità di laminazione delle piene e costituisce un pericolo per la sicurezza della Valle dell’Adige.

A tale riguardo ho presentato questa interrogazione

 

Quotidiano “l’Adige”

Foto di Alessandro Ghezzer