SERODOLI E DINTORNI: IL RITORNO DEI MORTI VIVENTI

Dai sarcofagi  in cui erano rimasti confinati negli ultimi anni riemergono come zombie i vecchi progetti di ulteriore infrastrutturazione all’interno del Parco naturale Adamello Brenta, resuscitati dalle società impiantistiche della ski area di Madonna di Campiglio: nubi fosche all’orizzonte per Serodoli, Nambino, val Gelada, Malga Ritort, Modifrà… zone ormai trasformate in bersaglio per gli infiniti appetiti di chi, anziché guardare avanti si ostina a guidare con la retromarcia.

Già nel 2014 avevamo portato la questione in consiglio provinciale ma la nostra proposta di fermare l’espansione incontrollata del luna park fu bocciata (per 1 solo voto) soprattutto a causa del comportamento (il solito, ipocrita) del Partito Democratico (leggi qui l’articolo)

Supportati dai molti dati che nel frattempo si sono resi disponibili riproviamo a portare in aula una nuova mozione (qui il testo) per salvaguardare l’ambiente e valorizzarlo anche oltre la monocultura dello sci da discesa.
Il demanio sciabile a Campiglio arriva già a 150 km, dimensione adeguata e concorrenziale anche rispetto a località note come Cortina (che si ferma a 115 km), St. Moritz (163 km) o Kitzbhuel (179 km) che però surclassano la nostra località quanto a giornate-sciatori. Sintomo evidente che i margini di miglioramento sono notevoli e che non sono i km di piste a fare la differenza.

Gennaio 2015. (leggi qui) Serodoli resta Serodoli ma fino al 2018 (e dopo?)

Leggi qui quotidiano on line il Dolomiti Degasperi contro i nuovi impianti sciistici sull’Adamello: “fermate questo saccheggio”.

Fonte Corriere del Trentino

Serodoli, il M5S insorge: “coinvolgere gli abitanti”.