Sanità trentina tra annunci e realtà

neurochirurgia segnana arco

L’annuncite di renziana memoria ha contagiato anche l’assessore Segnana. Dopo le sparate sulla riapertura dei punti nascita di Borgo Valsugana e Tione (leggi qui) continua a battere tutte le strade per distogliere l’attenzione dai problemi reali della sanità trentina. Incapace di procedere sul fronte della medicina territoriale, oggi il ruolo di cortina fumogena tocca alla nuova Neurochirurgia di Arco (leggi qui), come soluzione alle difficoltà (difficoltà?) di spazio che soffre Trento. Si tratterebbe di un altro primariato che dovrebbe affiancare quello di Trento. Una U.O. di Neurochirurgia richiede strutture di supporto come rianimazione, radiologia con risonanza 3 Tesla, e una equipe con personale e strumentazione dai costi molto elevati. Il numero di interventi per due unità operative dovrebbe abbracciare una popolazione almeno doppia di quella trentina e vincere la concorrenza delle regioni vicine. Piuttosto che fantasticare vorremmo che per esempio si visitassero le stanze di degenza dell’Ostetricia di Trento per capire se quello è lo standard che offre l’eccellenza trentina alle partorienti.


Trentino, 3 marzo 2019


L’Adige, 3 marzo 2019


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