QUOTA 100 NELLA PROVINCIA LEGHISTA

Da quando la Giunta leghista si è insediata non abbiamo mai smesso di preoccuparci su quali sarebbero state le conseguenze per i trentini, immediate e future. Ci siamo domandati se tale preoccupazione potesse scaturire esclusivamente da una nostra differente, molto differrente, visione della politica, da un nostro immotivato pregiudizio.

Poi, giorno dopo giorno, ci siamo resi conto, e con noi i trentini, che proprio alla Lega di Salvini e “di prima gli italiani” hanno dato fiducia, che i nostri timori erano motivati.

Possiamo affermare che non passa un giorno che la Giunta del presidente Fugatti non ne sforni una nuova.

Quella odierna riguarda “Quota 100” e la tempistica relativa per vedersi riconosciuto, sotto forma di trattamento di fine rapporto (tfr) quanto maturato, quanto di diritto, per i dipendenti della Provincia autonoma di Trento al quale ad oggi accedono in un tempo congruo di 90 giorni. La prospettiva è nefasta e già si riportano al disonore della cronaca di alcuni neo pensionati provinciali che rivolgendosi presso gli uffici pubblici preposti si sono sentiti rispondere che il Tfr verrà erogato alla scadenza dei criteri previsti dalla legge Fornero, che vuol dire, “matematica” alla mano, che non saranno giorni di attesa ma mesi, sino ai 24, ed oltre. Una beffa ed una chiara discriminazione verso i lavoratori che hanno lavorato in provincia; una beffa per una Provincia autonoma che, nei confronti dei propri dipendenti, decide di disapplicare le leggi provinciali in una materia in cui gode di competenza esclusiva e di sottomettersi ancora una volta ai diktat nazionali.

Per fare chiarezza e conoscere quali i riferimenti normativi provinciali ho presentato questa interrogazione

Fonte quotidiano “Trentino”