Pronto Soccorso: le fake news del dott. Ruscitti.

codice verde Ruscitti Trento 2

Mentre l’assessore alla Salute da ormai un anno prosegue il suo tour inconcludente (ieri è stata la volta di Villa Rosa), il Pronto soccorso di Trento vive una situazione di crescente disagio.

Da sempre denunciamo le criticità organizzative e gestionali che lo caratterizzano e che portano i medici a scansarlo o ad abbandonarlo appena possibile. Certo, a monte grava la folle scelta dei governi (tutti) di impedire ai giovani italiani di accedere alle facoltà di medicina e ai corsi di specializzazione. Preso atto delle conseguenze per i contribuenti questa sarebbe una ragione più che sufficiente per mandare tutti a casa. La soluzione in salsa trentina, ovvero l’azzardo di incaricare medici “neodiplomati” senza specializzazione, che ci riporta a qualche decennio fa, non può non sollevare molte perplessità. Soprattutto, nella totale latitanza della politica, dopo aver letto le sparate del dirigente generale del Dipartimento Salute della Provincia di Trento in merito agli accessi al Pronto Soccorso vien da chiedersi in che mani sia la Sanità trentina. Secondo il dott. Ruscitti i cd “codici verdi” sarebbero “accessi impropri al pronto soccorso che spesso ingolfano il lavoro pur non rappresentando emergenze serie”.

Forse al dott. Ruscitti non è stato spiegato che, tralasciando i codici rossi e gialli dove, sfumature a parte, il paziente sta rischiando la vita, il codice verde viene assegnato (da un professionista) “quando l’utente presenta situazioni meritevoli di controllo”. E’ quindi ora di smetterla con la fake news secondo la quale i codici verdi sarebbero rappresentati da cittadini che, disponendo di molto tempo libero, non troverebbero di meglio da fare che “ingolfare” il Pronto Soccorso.

Sempre per aiutare il dott. Ruscitti a comprendere meglio la balordaggine che ha provato a rifilare ai trentini, i codici verdi includono “fratture, eventi distorsivi e contusivi CONSIDERATI URGENTI”. Attendiamo quindi di conoscere dal dott. Ruscitti, o magari dall’assessore, se trovasse il tempo tra un set fotografico e l’altro, a quale struttura si dovrebbero rivolgere i trentini per trattare le fratture urgenti. Forse alle nuove cliniche private a pagamento di cui qualcuno sta sponsorizzando la proliferazione nelle valli trentine?




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