Marangoni: per vedere i fatti, ai trentini tocca andare a Roma

tavolo mise marangoni

Oggi primo incontro del Tavolo Marangoni presso il MISE. Le tre ore di confronto tra Governo, azienda, sindacati e Provincia si possono riassumere così: abituata ormai ad avere a che fare con amministratori accondiscendenti e disinteressati delle sorti dei milioni di euro pubblici di cui ha beneficiato, l’azienda cerca di fare breccia con una sequenza di tristi lamenti (i cinesi, la concorrenza, la crisi…) e si presenta al tavolo con 55 esuberi dichiarati per lo stabilimento di Ferentino sostenuta e spalleggiata dall’assessore del nuovo corso del leghismo democristiano. Quello della Lega è effettivamente un giro di valzer inatteso: siamo passati dal consigliere Fugatti che in aula tuonava che si sarebbero dovuti recuperare forzosamente i 42 milioni del leaseback, al neo assessore che candidamente dichiara che ciò che è stato è stato e che la Pat non può importunare l’azienda. Segue il magistrale intervento del Ministero che impartisce ad assessore e azienda una lezione che ricorderanno a lungo. Per cominciare spariscono i 55 esuberi, si parla di Piano industriale e anziché i tempi a cui eravamo abituati a Trento, entro tre settimane tutti riconvocati al MISE per verificare i passi fatti.


DETTAGLI DELL’INIZIATIVA

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