Il tramonto dell’autonomia scolastica in Provincia di Trento

scuola sovrintendente scolastico

Mi impegno per rafforzare la fondamentale autonomia e la capacità creativa delle singole istituzioni scolastiche, a tutti i livelli”Così il candidato Bisesti ammaliava i trentini il 17 ottobre 2018 ampliando la prospettiva anche al ritorno (sempre sollecitato dal M5s) del sovrintendente scolastico, organo che avrebbe consentito di separare finalmente la scuola dai politici.

Oggi tutti possono apprezzare la fondatezza di questi impegni. Del sovrintendente scolastico si è persa traccia, mentre il “rafforzamento” dell’autonomia “fondamentale” si traduce nella minacciosa strigliata agli “insegnanti in accordo con la dirigente citata per nome e cognome” che si sono permessi di dimostrare sul campo all’inconsapevole Assessore cosa significhino autonomia e creatività, parole che evidentemente in campagna elettorale servivano come la melodia del noto pifferaio della Bassa Sassonia.

Ecco allora l’Assessore reclamare la “documentazione” (a proposito di burocrazia) per suffragare le sue conclusioni peraltro già raggiunte: “non è accettabile che la scuola strumentalizzi i bambini”. Posto che nella vicenda per chi la scuola la vive non esiste alcuna strumentalizzazione, è invece inaccettabile un Assessore che, dimentico del suo ruolo, si improvvisa ispettore per mettere le pezze agli scivoloni dei componenti della sua maggioranza.


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