Dimissioni ing. Facchin. Come per noi, anche per lui nessuna risposta

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Apprendiamo sinceramente dispiaciuti della scelta del Commissario del corridoio del Brennero di rimettere l’incarico. Non abbiamo mai messo in dubbio le capacità e l’impegno dell’ing. Facchin.

Come da noi ampiamente preventivato (nonostante le certezze sempre manifestate dal Commissario) il progetto dell’Alta velocità ferroviaria lungo la valle dell’Isarco e del Brennero semplicemente non esiste così come, nei fatti, non esistono altro che fantasie relative all’interramento dei binari che attraversano la città di Trento.

Senza alcuna pregiudiziale negli anni abbiamo posto una serie di interrogativi a cui nessuno (in particolare chi ha sbandierato per anni l’opera come strumento di distrazione di massa) si è degnato di rispondere. Nessuno ha risposto alle nostre sollecitazioni come, evidentemente, nessuno ha risposto a quelle del Commissario, semplicemente perché le risposte non esistono.

Per citare un esempio recente, l’1 agosto 2018 abbiamo richiesto copia dei verbali delle sedute del mitico Osservatorio sul Tunnel (vedi allegato) istituito in pompa magna e con squilli di tromba con legge provinciale nel 2014. Sono trascorsi 5 mesi e ci troviamo nella stessa condizione dell’ing. Facchin, con l’aggravante che nel nostro caso ci troviamo di fronte ad una palese violazione della legge che garantisce la trasparenza e il diritto di accesso alle informazioni.

Nel frattempo, la realizzazione delle banalissime barriere antirumore, promesse da 20 anni e già finanziate dalla Provincia, deve aver attraccato nel porto delle nebbie perché i cittadini ne hanno perso le tracce. Portare a soluzione almeno questa vicenda potrebbe dare un senso alle dimissioni del Commissario ing. Facchin.


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