CORRIDOI FAUNISTICI: FARE IN FRETTA!

Recenti fatti di cronaca hanno riportato all’attenzione dell’opinione pubblica gli investimenti di animali selvatici, maggiormente ungulati, durante i tentativi di attraversamento di sedi stradali, autostradali e linee ferroviarie. Si tratta di eventi purtroppo molto frequenti che possono avere conseguenze pesanti non solo per l’animale ma anche per le persone e i mezzi coinvolti, tenuto conto anche della scelta della Provincia di eliminare la copertura assicurativa per questo tipo di sinistro.

Si riportano di seguito i dati relativi agli investimenti di cervi e caprioli negli ultimi anni:

2014

2015

2016

2017

2018

capriolo

575

555

457

511

584

cervo

149

139

138

180

218

Si tratta senza dubbio di un fenomeno significativo che impatta sui fronti della sicurezza delle persone, su quello dei costi, oltre che su quello ambientale anche in considerazione degli esigui interventi (33 nel 2018, inclusivi di quelli che non hanno a che vedere con gli investimenti) del centro di recupero del Casteller.

Nuovi accorgimenti hanno apportato innovativi sistemi di prevenzione, tra i quali l’installazione di apposita segnaletica stradale composta da sagome in ferro che allertano gli automobilisti di probabili ed inaspettati attraversamenti stradali della fauna. Si tratta spesso di attraversamenti lungo percorsi noti e ripetitivi, indispensabili per nutrirsi, incontrare propri simili, trovare riparo, ma che diventano sempre più difficili a causa della frammentazione e dell’isolamento degli ambienti naturali. I corridoi faunistici rappresentano quindi un necessario elemento per mettere in comunicazione spazi naturali che altrimenti rimarrebbero raggiungibili solo a fronte di altissimi rischi.

A titolo non esaustivo si riportano una serie di conseguenze risultanti dalla criticità o impossibilità di percorrere i corridoi faunistici:

  1. innalzamento del tasso di mortalità invernale conseguente alle difficoltà di raggiungimento delle zone di estivazione;

  2. abbassamento del tasso di natalità conseguente alla difficoltà di raggiungere le zone utilizzate per la riproduzione;

  3. innalzamento del carico di stress legato alla carenza di zone rifugio accessibili;

  4. aumento degli investimenti stradali;

  5. aumento dei danni (alla foresta e alle colture agricole) degli ungulati nei casi in cui le barriere non permettano loro di raggiungere le zone di svernamento;

  6. isolamento genetico delle popolazioni.

E’ proprio la prossimità della scadenza del Piano Faunistico Provinciale, pertanto del suo aggiornamento, che diventa l’occasione per sviluppare un modello moderno ed efficiente, che valorizzi la salvaguardia della fauna presente sul territorio Trentino anche attraverso la creazione di uno schema che valuti la necessità della collocazione di appositi corridoi faunistici “artificiali”.

Le caratteristiche essenziali dei manufatti, già diffusi in molti paesi europei, ovvero la corretta ubicazione, le giuste dimensioni e l’individuazione dei materiali, anche quello destinato al calpestio, necessitano di studio e conoscenza approfondita del territorio e delle necessità delle specie ivi presenti. Analogamente andrà facilitato “l’invito” a percorrere il corridoio con appositi accorgimenti strutturali per convogliare gli animali nella prossimità del passaggio.

Leggi qui il testo della mozione depositata “CORRIDOI FAUNISTICI”

Investimenti suddivisi per specie anno 2014 – 2018

Apri il formato PDF relativo ai dati degli “Investimenti animali selvatici anno 2014 – 2018”