Come coprire immobilismo e vuoto di idee

scontro a palazzo 1

Durante l’ultima campagna elettorale era palpabile la SCARSITA’ DI IDEE da parte della #LegaSalvini sui temi educativi in generale e sulla #scuola in particolare, come dimostrava la razzia di proposte altrui.

Non a caso dopo il 21 ottobre la scuola trentina è rimasta saldamente in mano ai referenti di estrazione dellaiana con un assessore a fare da figurante, mentre nulla si è mosso rispetto alle scelte precedenti.

Come uscire dall’angolo in cui chi doveva cambiare tutto e non ha alcuna idea sul da farsi si ritrova?

Semplice, finanche banale. Come spiega (per esempio) Umberto Eco avere un nemico è necessario per definire un’identità e offrire un metro con cui confrontarsi. Nell’affrontare il nemico po,i tutti possono dimostrare il proprio valore (magari anche con una RITIRATA ben protetta da Polizia e Carabinieri).
E se il nemico non esiste? Ancora più semplice, basta inventarselo.
Ecco che allora in #Trentino la Lega si inventa il tema del “gender”: ne parlano solo loro, ne parlano solo tra loro, organizzano “convegni” tentando di dare corpo e sostanza a qualcosa che non esiste.
Peccato però che quando dalle sparate al bar (o al “convegno”) si passa alla realtà e ai fatti, gli stessi leghisti ammutoliscano. Se gli si chiede laicamente se nella scuola trentina i progetti cancellati (a proposito di autonomia scolastica) siano stati approvati dagli organi collegiali (a proposito di autonomia scolastica) LE RISPOSTE NON ARRIVANO. Quando si chiede se esistano segnalazioni da parte dei genitori sul tema oggetto dei “convegni” le interrogazioni rimangono SENZA RISPOSTA. Se si chiede conto dell’esito delle verifiche tanto sbandierate (a quasi tre mesi di distanza) da logorroici monologhi si passa al TEATRO MUTO.

Il risultato è la vergognosa carnevalata messa in scena ieri pomeriggio: un “”convegno” inventato per parlare (da soli) di un nemico inesistente e, nel farlo, mostrare i muscoli e fingere di essere accerchiati così da soddisfare le pulsioni degli elettori che altrimenti potrebbero accorgersi che gli impegni presi in campagna elettorale sono già evaporati e il mai esistito (come il gender) Alberto da Giussano ha posato la spada per nascondersi (nella scuola come altrove) dietro un ampio e rassicurante scudo crociato.