Catullo: la PAT si opponga all’aumento di capitale

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Aeroporto Catullo, gli amministratori locali ci pensino: è l’ultima occasione per salvarlo». È l’appello che arriva da Francesca Businarolo, deputata veronese del MoVimento 5 stelle, e Filippo Degasperi consigliere provinciale del MoVimento 5 stelle Trentino, riguardo al futuro del Catullo. Il 18 ottobre è indetta l’assemblea dei soci: all’ordine del giorno c’è l’aumento di capitale. «C’è il tentativo, – avvisano Businarolo e Degasperi -, di consentire a Save di fare un aumento di capitale dedicato all’interno della Catullo Spa. In altre parole, i soci pubblici potrebbero diluire le proprie quote di partecipazione per consentire al gestore veneziano di salire fino all’80%». Secondo i pentastellati, «un metodo inaccettabile, nonché una mossa sbagliata dal punto di vista industriale. Ancora una volta c’è l’intenzione di aggirare l’obbligo della gara.

A fine settembre si è manifestato, per quanto riguarda il Catullo, l’interessamento di un fondo infrastrutturale australiano. «È stata significativa, da questo punto di vista, la risposta tagliente del presidente Giuseppe Riello che si è subito affrettato a far sapere di non aver nessuna intenzione di vendere – spiegano la parlamentare e il consigliere. Sembra un controsenso. La legge Madia sulle partecipate impone che i soci pubblici escano dalla società aeroportuale, e questo deve essere fatto attraverso una gara in cui le quote vengano vendute al prezzo di mercato. Non esiste, quindi, la possibilità di fare un aumento di capitale a favore del socio privato, come qualcuno in questi giorni sta proponendo».

«Ci rivolgiamo quindi al Presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi: siamo davanti a un bivio cruciale. Abbiamo tutti visto com’è stata la gestione di Save negli ultimi quattro anni. Lo stesso aumento di capitale è figlio di una sentenza del Tribunale di Roma che ha condannato l’aeroporto al pagamento dei servizi di assistenza traffico aereo da parte di Enav, mettendo in seria difficoltà le casse del Catullo.

Non ci sono stati investimenti in grado di far competere lo scalo con gli aeroporti vicini. Insomma, stiamo perdendo un’infrastruttura fondamentale per il Trentino. Vogliamo consegnare definitivamente l’aeroporto in mano a chi non ha saputo farlo crescere oppure puntare ad un vero rilancio?».


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