Badoglio e Cadorna di nuovo assieme!

Badoglio e Cadorna sono due funesti protagonisti della Storia d’Italia, profondamente legati e accomunati dai peggiori disastri. L’8 settembre 1943 il primo informava gli italiani della resa. Nel pomeriggio del 28 ottobre 1917 invece, Cadorna addossava ai soldati in trincea la responsabilità della rotta di Caporetto dove proprio Badoglio comandava l’artiglieria rimasta silente mentre il nemico dilagava.

Immaginate che miscela per il Trentino ritrovare insieme i due generali.

Il primo, rinnovando quotidianamente il dramma dell’8 settembre, ci notifica con distacco i rovesci subiti in battaglie che non si è dimostrato all’altezza di combattere; il secondo (o meglio la seconda), puntuale, tenta di scaricare sulla prima linea le responsabilità di statistiche che vedono le nostre RSA, al vertice nazionale di contagi e decessi. Nella generale sottovalutazione i Trentini, nonostante la dichiarazione di emergenza sanitaria datata 31 gennaio, sono stati lasciati in balia degli eventi per intere settimane in cui si sarebbe potuto far tesoro delle disavventure altrui, evitando di riprodurle con risultati addirittura più drammatici. Nessun piano antipandemico, nessuna azione di prevenzione sul territorio, nessuna indicazione specifica alle strutture sanitarie e alle RSA, nessuna attività di salute pubblica, nessun monitoraggio tramite tamponi o test sierologici del personale sanitario, mancato approvvigionamento dei dispositivi di protezione tanto per citare qualche aspetto che in molti avevano provato a evidenziare a chi invece, contando sulle disgrazie altrui, puntava ad attirare in Trentino frotte di turisti in quarantena. Era allora, nelle prime settimane di febbraio che si sarebbe dovuto intervenire radicalmente; era allora che si doveva blindare il Fronte, preparare uomini, mezzi e popolazione all’urto che inevitabilmente ci avrebbe colpito. Invece, avessero un po’ di memoria i trentini potrebbero chiedere conto a chi oggi recita quotidiani de profundis, mescolando pillole di saggezza e istruzioni tanto puntuali quanto demenziali, delle basi su cui il 4 marzo il nostro duca di Addis Abeba ci rassicurava che “scientificamente possiamo dire che in Trentino su questa fattispecie non ci sono elementi di circolazione virale”. Mentre la collega, nelle stesse giornate ingaggiava uno scontro con le RSA (le responsabili della rotta secondo lei), affermando (sempre scientificamente immagino) che le visite agli ospiti dovevano essere assicurate per i parenti “che non avessero i sintomi del raffreddore”.

Sugli schermi TV si sono accampati i Badoglio & Cadorna nostrani. Spazi ridottissimi, compressi anche dalla sospensione delle attività delle assemblee legislative, per le voci fuori da coro che però, la prova dei fatti dimostra quante ragioni avessero.

Circa la ripartenza, è chiaro fin dal prologo che Badoglio e Cadorna stanno dando il meglio di sé: disposizioni confusionarie, prima comunicate, poi rettificate e anche smentite; aperture concesse e chiusure confermate sulla base di criteri sconosciuti e incomprensibili, divieti peculiari e tanto assurdi quanto irrilevanti se non addirittura controproducenti rispetto al rischio endemico. Tutto ciò mentre lavoratori autonomi, professionisti, commercianti, artigiani, albergatori rischiano di rimanere stritolati tra la forza dell’epidemia e l’inconsistenza di chi avrebbe dovuto prevenirla e sconfiggerla.

Nella certezza che “più lunga la chiusura, più dura sarà la recessione” (l’ha detto un premio Nobel…) il Trentino dovrebbe subito mobilitare risorse, conoscenze e intelligenze per strutturare il sistema sociale e produttivo alla convivenza con il virus, utilizzando le capacità industriali per assicurare un sistema di monitoraggio continuo attraverso test sierologici veloci e ripetuti. Sarebbe paradossale pensare che ciò non sia possibile in uno dei territori più ricchi del secondo Paese manifatturiero d’Europa. Ma non è scontato se a dirigere l’operazione saranno Cadorna e Badoglio, ritrovatisi sul saliente trentino a rinverdire i fasti dell’ottobre 1917.