A Rovereto le urgenze del Garda: reparti in affanno, situazione ingestibile

lago di garda pronto soccorso rovereto

Con il protocollo attivato da Provincia di Trento e Regione Veneto, l’Ospedale di Rovereto diventa un punto di riferimento sanitario anche per la sponda veneta del Lago di Garda.

Già all’epoca della prima firma, nel dicembre 2017 avevamo rilevato come la struttura fosse cronicamente sottodimensionata sia di medici che di infermieri, non attrezzata per far fronte all’aumento del carico di lavoro, priva persino di una regolamentazione per il rientro dei pazienti nei comuni di provenienza.

Le interrogazioni a suo tempo depositate dal MoVimento 5 Stelle (n. 6171 e 6184) sono rimaste prive di riscontro. In compenso, in sinergia con la baldanza che caratterizzava la scorsa gestione della sanità trentina, il pressing politico dei sindaci veneti ha prevalso, lasciando inascoltata e sminuendo persino la voce del direttore dell’unità operativa, che già nel luglio scorso scriveva di “sproporzione tra accessi e risorse” oltre che di “stanchezza tra i collaboratori”.

Pur non avendo nulla da eccepire sull’ipotesi di integrare i due sistemi sanitari per soddisfare al meglio le necessità dei pazienti a prescindere dalla loro provenienza, manifestiamo ancora una volta la nostra contrarietà al progetto, posto che le criticità del pronto soccorso roveretano non risultano ancora sanate, così come non risultano in programma iniziative di potenziamento e nemmeno iniziative di coinvolgimento del personale su questi temi.


L’Adige, 21 novembre 2018


DETTAGLI DELL’INIZIATIVA

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